sabato 14 maggio 2011

Per votare senza errori: guarda il facsimile della scheda elettorale

1) Mettere una croce sul simbolo "PDL per Pezzoni"
2) Scrivere sulla riga a destra "PIGNATELLI"

Ignoti modificano i manifesti istituzionali del Comune con le liste: gesto da condannare con durezza




Il caso - Tra il pomeriggio di venerdì e la notte successiva ignoti hanno oscurato con adesivi il nome del candidato sindaco Federico Merisi e il logo della sua lista sui manifesti istituzionali del Comune in vista delle urne.
Verso le elezioni amministrative
Manifesti istituzionali manomessi
A Treviglio interviene la polizia


Brutto scherzo in vista delle elezioni a Treviglio, messo a segno da ignoti tra il tardo pomeriggio di venerdì 13 maggio, ultimo giorno di campagna elettorale, e la notte successiva.
Sui manifesti istituzionali del Comune per le elezioni (quelli che saranno affissi anche ai seggi, con sfondo bianco, sui quali vengono pubblicati i loghi di tutte le liste e i nomi di tutti i candidati) qualcuno ha applicato adesivi che puntano a deridere la lista “Treviglio Democratica”, che appoggia il candidato sindaco Federico Merisi. Al posto del logo della lista è così apparso, in più punti della città della Bassa, il logo della fantomatica “Treviglio Responsabile – Scilipoti sindaco”. In più sui manifesti è anche stato evidenziato in verde il nome di Luca Merisi, figlio del candidato sindaco.
Alcuni cittadini che hanno notato i manifesti manomessi e i rappresentanti o candidati di “Treviglio Democratica” hanno chiamato la polizia, spiegando che “la campagna elettorale in città è andata degenerando”. La questura è intervenuta inviando uomini del commissariato di Treviglio a verificare l’accaduto. In effetti più manifesti sono stati manomessi, ad esempio in viale Partigiano, viale Filagno, via Battisti e piazza Cavour.
Il silenzio elettorale è iniziato a mezzanotte di venerdì. Bergamonews non intende quindi ospitare commenti di carattere strettamente politico su quanto accaduto, che potrebbero eventualmente prolungare le polemiche anche nelle 24 ore di silenzio elettorale.

Dal sito RAI le istruzioni sulle modalità di voto

Elezioni nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti (scheda azzurra).


La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L'elettore può votare in quattro modi: 
1) per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato; 
2) per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco; 
3) per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata; 
4) per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (c.d. "voto disgiunto").


L'elettore può altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale scrivendo, sull'apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta. Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.




SCRIVETE "PIGNATELLI" SULLA RIGA POSTA A DESTRA DEL SIMBOLO "PDL PER PEZZONI"





Una riflessione sul futuro di Castel Cerreto (e di Treviglio)

Negli ultimi anni Castel Cerreto è stato oggetto di grande attenzione da parte delle Amministrazioni che si sono susseguite le quali, in vario modo, a diverso titolo e con criteri e finalità differenti, hanno ipotizzato di intervenirvi con progetti urbanistici ampi e dai non trascurabili effetti sociali.


Basti pensare al primo “contratto di quartiere”, a cui mi ero opposto, e ai vari studi e ipotesi avanzate dall'attuale Amministrazione. Da ultimo io, quale capogruppo PDL in Consiglio Comunale (e i miei compagni di partito), abbiamo espresso un voto non favorevole al “protocollo di intesa” tra Comune, Provincia ed altri soggetti pubblici relativo al Cerreto poiché, al di là delle buone intenzioni espresse, non è chiaro cosa si vuole fare, né come, né quando.
Nel programma del nostro candidato Sindaco, prof. Giuseppe Pezzoni, si legge: “Per le frazioni un occhio di riguardo: (…) la tutela delle tradizioni rurali delle Battaglie e del Cerreto saranno elementi guida di iniziative da condividere con la popolazione di questi luoghi”.

Ho ritenuto in passato, e ne sono ancora oggi convinto, che il Cerreto debba poter crescere e magari ammodernarsi, ma con estremo buon senso: senza stravolgimenti, senza nuovi massicci insediamenti abitativi, senza pregiudicare la compattezza e l'unità sociale che lo contraddistingue, senza alterare le caratteristiche ambientali e agricole del luogo, che ne costruiscono un grande pregio (specie in tempi in cui sembra che l'unico valore sia il cemento e non la qualità della vita).

Inoltre sono convinto che tramite il “comitato di quartiere” vi siano le condizioni affinché le decisioni che riguardano il Cerreto siano assunte col consenso dei residenti. Basta con le decisioni arbitrarie: se le proposte sono importanti, allora meritano di essere sottoposte a referendum da parte dei residenti.

Alle  elezioni comunali di domenica prossima i trevigliesi potranno voltare pagina dopo 5 anni di amministrazione Borghi. L'occasione è da non perdere, se si vuole por mano, con urgenza, a interventi che correggano i gravi errori computi dall'attuale Amministrazione, specie in materia urbanistica, come la costruzione di una mescolanza di condomini e capannoni nell’area posta a sud della Città, tra la linea ferroviaria esistente (Milano-Venezia) e le nuove infrastrutture che sorgeranno a sud del PIP (l'autostrada Bre.Be.Mi. e la ferrovia ad Alta Velocità): una sorta di “Treviglio 2” che sembra basata, purtroppo, sul modello di Zingonia.

Rinnovo il mio impegno per la nostra Città. Per questo chiedo di votare per il sindaco Pezzoni, persona capace di cui condivido ideali e programma, e di esprimere a mio favore  il voto di  preferenza per il Consiglio Comunale. A tal fine è sufficiente scrivere “PIGNATELLI” a lato del simbolo del “Pdl per Pezzoni”, sull'apposita riga posta a destra. In questo modo si voterà anche per il candidato sindaco prof. Giuseppe Pezzoni.

lavoro per i giovani e "incubatori" per le nuove imprese


La crisi economica riduce le occasioni di lavoro, molte ditte sono in difficoltà, aumenta la disoccupazione giovanile e le risorse economiche del Comune si riducono. Bisogna, quindi, favorire l’insediamento di piccole e medie attività produttive, in modo da aumentare le occasioni di lavoro. La promozione dei cosiddetti “incubatori” per le piccole e medie imprese potrà creare un terreno fertile per la nascita di nuove attività, che portino lavoro e benessere alla nostra Comunità. È opportuno anche agevolare i giovani che vogliono mettersi in proprio; sul modello dell’edilizia-economico popolare, il Comune può promuovere la realizzazione di piccoli locali o capannoni, da dare in affitto a canoni contenuti e per un periodo predeterminato, ai giovani che vogliono mettersi in proprio.  

venerdì 13 maggio 2011

Criticità del PGT: urge mettere mano allo strumento urbanistico





IL PGT DELLA GIUNTA BORGHI. ERRORI E INCONGRUENZE. 
DOPO LE ELEZIONI SARA' NECESSARIO UNA PROFONDA REVISIONE. ALCUNE INIZIALI CONSIDERAZIONI.

L'Amministrazione Borghi ha adottato uno strumento urbanistico (PGT) che, tra i plurimi difetti, prevede la costruzione di una mescolanza di condomini e capannoni nell'area posta a sud della Città, tra la linea ferroviaria esistente (Milano-Venezia) e le nuove infrastrutture viarie che sorgeranno a sud del PIP (l'autostrada Bre.Be.Mi. e la ferrovia ad Alta Velocità). Si tratta di una sorta di “Treviglio 2” che sembra basata, purtroppo, sul modello di Zingonia. 
No ai quartieri “dormitorio”! 
Non dobbiamo permettere che la nostra Città sia rovinata da improvvide scelte di gestione del territorio, capaci di dare origine a quartieri “ghetto”. È necessario modificare la filosofia di fondo del PGT, approntando un nuovo strumento che conservi l'identità urbanistica di Treviglio e che, al contempo, ne preveda uno sviluppo razionale, ordinato e coerente con l'identità culturale e sociale della nostra Comunità. 
Ma anche sotto altri profili lo strumento urbanistico in questione è contestabile. 
Lo spreco del territorio
Uno degli obiettivi che deve perseguire il P.G.T. è quello del saggio uso del territorio, cercando di evitarne lo spreco, in modo da mantenere aree verdi a disposizione dei residenti.
Gli ambiti di trasformazione per nuovi quartieri nella zona sud della Città prevedono un'altezza massima di 13 metri pari a 4 piani, ad eccezione dell'ambito 3e che prevede per edificazione terziaria (commerciale) 16 piani, assumendo un significato simbolico sull'asse del parco.
La superficie territoriale totale del terreno impegnato negli ambiti di intervento a sud è di 698.000 m² (circa 70 ettari), esclusa la superficie del parco.
Se si considera che a ciò devono sommarsi le aree oggetto di piani già approvati in passato (SAI e Bollone, già in cantiere, Baslini e Triade, non ancora partiti) e gli altri interventi sino ad oggi autorizzati dal Consiglio Comunale, si ha un'idea della quantità complessiva di territorio che potrebbe essere consumato con questo PGT.
Ecco il motivo per cui è necessaria una puntuale rivisitazione, o meglio rifacimento, dello strumento urbanistico adottato (ma non ancora approvato definitivamente), soprattutto con l'obiettivo di ridurre il consumo di territorio, favorendo lo sfruttamento o il recupero dei volumi esistenti, magari anche con incentivi, ma sempre con il limite della conservazione dell'identità urbanistica della nostra Città, senza creare zone “ghetto” o quartieri “artificiali” destinati a diventare dei “dormitori”. 
Restrizioni al recupero degli edifici
Inoltre il PGT targato Borghi non consente il recupero e lo sviluppo degli edifici esistenti; infatti senza discriminare tra edifici di pregio (con valore storico, architettonico o culturale) e quelli “comuni”, il PGT sottopone ogni fabbricato esistente nella fascia tra le due circonvallazioni o in fregio ad esse a vincoli così rigidi da consentirne il solo restauro. 
Invece a mio giudizio i vincoli urbanistici ed edilizi (salvo per i beni di rilievo storico, architettonico, culturale o artistico), non dovrebbero giungere a rendere inattuale il recupero dei fabbricati, pena il loro abbandono e la loro decadenza. A Treviglio abbiamo avuto esperienza di un fenomeno analogo quando la legge imponeva un piano particolareggiato del centro storico, uno strumento che venne poi redatto a distanza di anni. Quando fu possibile intervenire, alcune costruzioni erano cadenti. Ciò non deve accadere, pena un vulnus imperdonabile al decoro urbano della Città.
Il PGT in approvazione, per fare un altro esempio, impedisce di fatto, negli edifici in questione, lo spostamento dei muri interni portanti e delle scale (come quelle che portano ai ballatoi esterni dei vecchi edifici a corte). Tuttavia la conservazione dei muri portanti e delle scale, spesso impedisce una distribuzione razionale dei locali coerente con le esigenze e gli standard del vivere moderno. Il PGT adottato tende invece a conservare muri e scale in modo pilatesco, senza un esame critico caso per caso, con gravi ripercussioni sulla possibilità concreta di recuperare gli edifici vecchi (senza pregio) in modo soddisfacente.
Gli interventi sugli edifici vecchi (senza pregio) dovrebbero invece consentire la realizzazione di abitazioni “confortevoli” secondo gli attuali standard abitativi: altrimenti chi mai sarà disposto a intervenire per ristrutturare un immobile per poi ottenere appartamenti che nessuno è disposto ad abitare.
In sede di revisione del PGT, in particolare per il centro storico, potrà essere tenuto in conto di quanto avvenne a Bergamo, dove le case furono schedate una per una e si stabilì quali interventi fossero consentiti, indipendentemente dal volume esistente, prevedendo anche incrementi volumetrici o imponendo demolizioni, quando il decoro urbano li suggeriva. Gli interventi di recupero edilizio nel centro storico devono, quindi, essere compatibili con le esigenze del vivere moderno e con il risparmio energetico; al di fuori del centro storico, dove non ci sono significativi motivi di conservazione, deve invece prevedersi la possibilità di un migliore sfruttamento dei volumi, in modo da liberare aree da piantumare per un verde privato più diffuso.
Un'osservazione a parte merita il recupero dei sottotetti, che dal PGT in questione è spesso ostacolato. Nel Manuale del Restauro non è ammesso, ai fini abitativi, l'uso dei sottotetti, anche se hanno le caratteristiche di legge per esserlo. Invece l'opportunità di eventuali innalzamenti dovrebbe essere valutata caso per caso. 
Altezze degli edifici e consumo del territorio
Per quanto riguarda lo sfruttamento delle volumetrie da edificare, tenuto conto anche dell'esigenza di ridurre il consumo di territorio a danno dell'agricoltura, è possibile valutare la realizzazione di maggiori altezze; resterà più spazio per il verde e se necessario si potrà applicare, nei piani attuativi, la perequazione a compenso di chi vede la sua proprietà inedificata.
Devono comunque essere salvati alcuni “coni visuali” perché le altezze degli edifici non siano di ostacolo alle parti più significative del paesaggio urbano.
Anche le nuove costruzioni in zone di ampliamento potrebbero avere maggiori volumetrie ed altezze. L'utile pubblico di questa strategia, oltre al risparmio del territorio già molto compromesso, è la riduzione del reticolo stradale urbano e con esso della rete degli impianti: fognature, pubblica illuminazione, metanodotto, acquedotto, impianto telefonico. In tal modo la manutenzione sarà meno gravosa per l'amministrazione comunale e il servizio reso ai cittadini uguale, anzi migliore per la più facile accessibilità dei servizi. 
Limitazioni al cambio delle destinazioni d'uso
Altro vincolo da rimuovere è quello della limitazione alla destinazione d'uso dei locali: in alcune zone è addirittura impossibile mutare la destinazione da terziaria o da scuola a quella residenziale o commerciale. Si tratta di vincoli di dubbia opportunità che, per esempio, impediscono di aprire un bar dove vi erano uffici o di fare abitazioni dove vi erano attività terziare. Ciò ingessa il mercato e penalizza chi, ad esempio, vorrebbe aprire un'attività o, semplicemente, investire ristrutturando un immobile e mettendolo in linea con le attuali esigenze. 
Tutto ciò, per giunta, cade in un periodo di crisi economica e non è certamente un incentivo ad operare un Piano di Governo del Territorio che, con tali regole, aggrava il costo delle costruzioni, non rende appetibile l'affitto e cristallizza l'esistente, provocando la rinuncia ad intervenire a Treviglio, come già, purtroppo, avvenne in passato quando gli operatori si orientarono verso l'hinterland trevigliese con danno dell'economia cittadina e con l'emorragia conseguente dei giovani che hanno lasciato la Città per i comuni contermini. 
Avv. Gianluca Pignatelli
Consigliere Comunale uscente
Capogruppo PDL








giovedì 12 maggio 2011

Imprese. Sconti dove vinceremo


Eco di Bergamo


  • 12 maggio 2011

  •  
  • Cronaca

  • Carlo Saffioti

    La campagna elettorale per le amministrative, ormai al termine, è destinata a infiammarsi con la proposta che arriva dal Pdl bergamasco. Che propone «sconti su Ici e oneri di urbanizzazione per le nuove imprese che investiranno nei comuni dove vincerà il Pdl».

    «Inoltre, proponiamo agevolazioni sulle imposte comunali, come quella sui rifiuti – annuncia il coordinatore del partito Carlo Saffioti –. Tutti i candidati sindaci del Pdl hanno stipulato un vero e proprio contratto che li impegna a perseguire l'applicazione di questa proposta, e il coordinamento provinciale farà da garante. La proposta sarà sostenuta anche dai candidati consiglieri iscritti al partito».

    L'elenco dei firmatari è abbastanza lungo: Giuseppe Ferri (Caravaggio), Agostino Resmini (Cologno al Serio), Giampietro Bonaldi (Costa Volpino), Luca Iencarelli (Ponte San Pietro),
    Giuseppe Pezzoni (Treviglio), Elena Zanardi (Urgnano), Claudio Redaelli (Verdellino).

    «Al di là delle proposte specifiche per le singole realtà - si legge in un comunicato -  il Pdl bergamasco avrà quindi un denominatore comune: il sostegno allo sviluppo».

    «Un incentivo come quello che applicheremo laddove vinceremo ha un grande potenziale, da sfruttare soprattutto in un momento come questo, dove una ripresa ancora fragile va sostenuta con interventi tempestivi – spiega Saffioti –. Da qui, la necessità di un segnale forte per il rilancio dell'economia bergamasca».

    Oltre agli incentivi per lo sviluppo economico, «il Pdl s'impegna a fare propri altri due temi centrali per la gestione delle amministrazioni comunali: la sicurezza ("vogliamo più vigilanza del territorio attraverso impianti di videosorveglianza e controlli più rigorosi sugli immigrati a partire dalle procedure dell'anagrafe") e i servizi sociali ("ci vuole un approccio basato su sussidiarietà e trasparenza")».
    © riproduzione riservata

    mercoledì 11 maggio 2011

    non sprechiamo l'occasione: voltiamo pagina

    Alle  elezioni comunali di domenica prossima, i trevigliesi potranno
    voltare pagina dopo 5 anni di amministrazione Borghi. L'occasione è da non perdere, se si vuole por mano, con urgenza, a degli interventi che correggano i gravi errori computi dall'attuale Amministrazione, specie in materia urbanistica. Le giunte precedenti hanno intrapreso un percorso di cementificazione non condivisibile e sproporzionato
    rispetto alle necessità di Treviglio (si pensi ai grossi interventi
    edilizi di “SAI” e Triade, contro i quali mi sono a lungo battuto).
    L'Amministrazione Borghi ha poi adottato uno strumento urbanistico
    (PGT) che (tra i plurimi difetti) prevede la costruzione di una
    mescolanza di condomini e capannoni nell’area posta a sud della Città, tra la linea ferroviaria esistente (Milano-Venzia) e le nuove
    infrastrutture viarie che sorgeranno a sud del PIP (l'autostrada
    Bre.Be.Mi. e la ferrovia ad Alta Velocità). Si tratta di una sorta di
    “Treviglio 2” che sembra basata, purtroppo, sul modello di Zingonia.
    Io non ho assolutamente intenzione di permettere che la mia, la nostra Città, sia rovinata da improvvide scelte di gestione del territorio che, alla lunga, diano origine a quartieri “ghetto”.  

    Rinnovo il mio impegno per la nostra Città.  Per questo chiedo di votare per il sindaco Pezzoni, persona capace di cui condivido ideali e programma, e di esprimere a mio favore  il voto di  preferenza per il Consiglio Comunale. A tal fine è sufficiente scrivere “PIGNATELLI” a lato del simbolo del “Pdl per Pezzoni”, sull'apposita riga posta a  destra. In questo modo si voterà anche per il candidato sindaco Giuseppe Pezzoni.

    Avv. Gianluca Pignatelli
    Consigliere Comunale
    Capogruppo Pdl

    lunedì 9 maggio 2011

    incontro / confronto tra i candidati sindaci

    il 10 maggio 2011, organizzato dal Giornale di Treviglio presso l'Auditorium BCC Via Carcano
    ore 20.45.

    Treviglio 2011-2016 - impegno per il sociale

    Solidarietà significa anche aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e sostenere chi deve occuparsene direttamente, a cominciare dalle famiglie che assistono in casa anziani non autosufficienti, per le quali intendiamo sperimentare la corresponsione di contributi economici quali sostegno per questa scelta.
    Appartamenti protetti, interventi di housing sociale destinato a categorie più deboli, sperimentazione di partnership pubblico-privato per la gestione di servizi alla persona saranno iniziative che l’Amministrazione Comunale avvierà per garantire una risposta coerente e di sistema all’insorgere dei bisogni, soprattutto quelli che stanno silenziosamente emergendo e che più mettono in difficoltà le famiglie: si pensi alla crescente richiesta di sostegno per persone affette da gravi patologie invalidanti.
    Per loro e per tutti coloro che necessitano di sentire la vicinanza della propria Città, questa Amministrazione impegnerà le proprie risorse migliori, prevedendo ed attuando ogni forma disponibile di azione.
    In questa rete di servizi, Ygea SpA rimane un necessario caposaldo operativo: un’Azienda dei cittadini che resta al servizio dei cittadini, che ne sono – solo formalmente, a nostro avviso – indirettamente soci.

    domenica 8 maggio 2011

    diffondiamo il comunicato di "come noi"


    Il Comitato "Come Noi" – Treviglio, visto l'approssimarsi delle elezioni amministrative comunali e
    nell'ambito della sua “mission” associativa: rappresentare e difendere gli interessi morali e sociali dei disabili
    fisici presso le pubbliche amministrazioni, ha deciso di collaborare con tutti i candidati e le forze politiche in
    competizione, stilando una  lista di  quelli che, secondo noi, sono interventi prioritari a favore dei cittadini
    disabili, da inserire nei propri rispettivi programmi elettorali.
    - Prosecuzione del progetto "Treviglio accessibile a tutti" con l'obiettivo, entro la fine del mandato, di
    rendere la città di Treviglio libera dalle barriere architettoniche (sul suolo pubblico).
    - Trasporti pubblici accessibili a tutti: Prosecuzione della collaborazione con Trenitalia per rendere le stazioni
    (centrale ed ovest) accessibili totalmente, iniziare ad intervenire anche sul trasporto pubblico locale su
    gomma (fermate accessibili, autobus a pianale ribassato, rampa di incarrozzamento, posto riservato sul bus
    per carrozzina, etc).
    - Finanziare maggiormente e rendere più efficace il trasporto solidale comunale, rendendolo utilizzabile
    anche nei giorni festivi (365giorni all'anno).
    - Eliminazione dei vecchi scuolabus gialli a 3 gradini e sostituzione con nuovi a pianale ribassato, rampa
    retraibile, e posto/i riservati, in modo che gli alunni disabili in carrozzina, possano viaggiare assieme ai loro
    coetanei normodotati piuttosto che sentirsi “soli e emarginati”, sull'attuale scuolabus ad essi riservato.
    - Sport: iniziare a promuovere, finanziare, stimolare, attività sportive svolte dalle persone disabili, presso le
    strutture pubbliche presenti sul territorio (es.piscine, palestre, palasport, campi di atletica).
    Gli sport praticabili ed esistenti per i disabili sono numerosi, le para-olimpiadi ne sono un esempio. Si
    cominci anche a livello locale, con dei veri e propri campionati.
    - Più controlli da parte della polizia locale su scadenze (e revoca) dei permessi di sosta riservata ai disabili,
    su quelli falsi o fotocopiati a colori, più controlli (e sanzioni) per chi sosta abusivamente negli stalli riservati

    venerdì 6 maggio 2011

    Sicurezza: tutti la vogliono ma intanto la Polstrada potrebbe chiudere

    Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Vecchio adagio di saggezza popolare che ben si adatta all'attuale situazione. Da un lato tutti parlano di sicurezza (e giustamente), poiché il tema è sentito. Nel "mare" di parole che si spendono prima delle elezioni, tuttavia, non si considera il fatto che vi è la seria possibilità che il distaccamento della Polizia Stradale di Treviglio possa essere chiusa e accorpato con quella di Chiari, in provincia di Brescia, che svolgerebbe servizio sull’autostrada Bre.Be.Mi.
    Un evento, questo, che sarebbe bene evitare.
    Infatti, mentre da un lato a Treviglio arriverà l'autostrada Bre.Be.Mi.  (con tutti i rischi di aumento di criminalità del tipo "mordi e fuggi", come accadeva per i "colpi" messi a segno fuori dalle uscite dell'A4), a Treviglio si ridurrebbero le Forze dell’Ordine operanti sul territorio. La cosa, se avvenisse, sarebbe sconfortante: meno Forze dell'Ordine operative nella nostra area e, quindi, anche indirettamente, meno sicurezza.
    L'impegno per i nuovi amministratori, e mio in special modo, sarà di evitare che Treviglio perda i servizi dello Stato. Già in passato ci eravamo lamentati dell'ipotizzata chiusura del Posto di Polizia Ferroviaria presso la Stazione Centrale; ancora prima ci eravamo impegnati, con apposita commissione comunale, per evitare il rischio di chiusura degli Uffici Giudiziari locali (dopo la soppressione delle Preture). Treviglio non può rimanere sguarnita delle funzioni pubbliche né dover, ogni volta, correre per tamponare l'emergenza “chiusura" di una qualche pubblico servizio esercitato nel suo territorio. Dobbiamo lavorare per restituire alla nostra Città e alla sua Comunità quel ruolo di capofila dei comuni della Bassa, di punto di riferimento delle Istituzioni che, purtroppo, negli ultimi decenni si è progressivamente appannato.
    Gianluca Pignatelli
    Capogruppo PDL

    giovedì 5 maggio 2011

    Una Treviglio sicura

    Una Città è fatta di relazioni e di regole.
    Vogliamo una Treviglio “sicuramente accogliente”: la sicurezza è fattore determinante perché si evitino gli episodi di cosiddetta “microcriminalità”, che sarebbe però meglio
    definire “criminalità diffusa”. Vogliamo aumentare la videosorveglianza nei punti vulnerabili della città, programmare un’adeguata illuminazione del centro storico e delle
    periferie (in sintesi, più luce più sicurezza). La collaborazione delle strutture Comunali con
    le Forze dell’Ordine nella rigorosa applicazione delle leggi deve essere elemento di sistema perché siano garantite le condizioni di una più efficace tutela dell’ordine pubblico.
    Il Sindaco, a questo riguardo, si farà carico di esercitare con scrupolo tutte le attribuzioni
    in tema di pubblica sicurezza che la normativa gli attribuisce, anche attivando all’interno del territorio di Treviglio le buone prassi già adottate in altri Comuni e rafforzando la collaborazione tra tutti i soggetti che sono designati ad occuparsi della questione.
    La sicurezza non è solo un problema di ordine pubblico ma passa anche attraverso il rafforzamento del senso di appartenenza della comunità, il decoro della città e l’incentivazione dei negozi di vicinato.
    Contiamo inoltre di fornire una soluzione per la sede degli Uffici Giudiziari: una struttura adeguata, dedicata alla amministrazione diretta della giustizia può diventare un ulteriore ed efficace deterrente per chi intende trasgredire le regole.